Sillaro e la ricetta per uscire dalla crisi

LIVRAGA

La Sillaro alla prova del rilancio: per la storica azienda lodigiana è il momento di confermare l’inversione di tendenza rispetto a un recente passato che l’aveva vista in lento, ma progressivo declino. In unmomento in cui Unilever riorganizza e licenzia, la ripresa della Sillaro potrebbe assumere un grande significato, anche simbolico, per il territorio. La Sillaro Spa, infatti, fu fondata nel 1969 da alcuni giovani imprenditori di Casale, Ospedaletto e Borghetto, che decisero di cogliere l’opportunità di crescere proprio insieme alla Lever di quegli anni.

«Vedevamo ogni giorno arrivare da Reggio Emilia camion e camion colmi di bancali pieni di fustini – ricorda Costantino Giaveri, socio della Sillaro e figlio di Virginio, uno dei fondatori e presidente storico della società –.  
Così pensammo di poterli produrre qui sul posto: i costi di trasporto incidevano molto su un prodotto così leggero come il fustino di cartone e così la Lever accettò subito la nostra proposta».

Nacque così lo storico stabilimento Sillaro di Borghetto Lodigiano, dove fino ametà degli anni Ottanta furono prodotti i fustini, prima cilindrici, poi rettangolari, per i detersivi in polvere dell’allora LeverGibbs.
La crescita fu talmente esponenziale da portare nel 1977 alla realizzazione di un secondo stabilimento a Livraga, quello che ancora oggi è la sede della Sillaro, e quindi alla partecipazione in una nuova società di Bologna, a inizio anni Ottanta, la Reno Contenitori, che fabbricava macchine per la produzione di fustini.
Nel momento di massima espansione, nella prima metà degli anni Ottanta, la Sillaro impiegava 60 operai su due turni con una produzione di oltre 100 mila fustini.
Per anni, dagli stabilimenti della Sillaro, leader in Italia in questa produzione, uscirono i fustini di tutti i principali detersivi usati dalle casalinghe italiane per tutti gli anni Settanta e Ottanta. Nella seconda metà degli anni Ottanta, però, le abitudini degli italiani cominciarono a cambiare e Unilever decise di produrre in proprio i contenitori dei propri prodotti.
Così, per contrastare il declino nella produzione dei fustini, la Sillaro decise di diversificare la propria attività, introducendo la linea produttiva dei fustini in carta Kraft per uso industriale e successivamente creando anche un piccolo centro di taglio di cartone e cartoncino da stampa.
Oggi la Sillaro ha 17 dipendenti, con un fatturato di 2,2 milioni di euro, e dopo la guida negli ultimi anni del presidente Pietro Peveralli, nel 2007 ha fatto una scelta coraggiosa, quella di affidarsi a un giovane manager esterno. Così è arrivato come amministratore delegato Gianluigi Scotti, 35 anni, già collaboratore di un noto studio professionale di Casale.
E i risultati sono subito premianti: mentre altre ditte del territorio sono in difficoltà e oggi licenziano o ricorrono alla cassa integrazione, la Sillaro, che alla cassa integrazione ricorse nel 2007, ha chiuso il 2008 con il fatturato in crescita invece del 10 per cento, e obiettivi ambiziosi per futuro. «Siamo di fronte a grandi sfide, ma abbiamo basi solide, un buon radicamento nel territorio e un nome glorioso che nel 2009 festeggia 40 anni di ininterrotta attività – afferma Gianluigi Scotti –. Abbiamo margini di crescita sia nei volumi produttivi che nel fatturato. Non sarà facile, ma ci crediamo e puntiamo a crescere».

Andrea Bagatta

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