La Sillaro più forte della crisi ha già vinto la sua scommessa

Il titolare Gigi Scotti è l’artefice del miracolo: «Il 2015 porterà altri investimenti, siamo pronti a nuove sfide»

Scommessa vinta per la Sillaro Srl: l’azienda che due anni fa si trasferì a San Colombano dopo la separazione dell’attività di taglio carta da quella tradizionale di produzione fusti presenta numeri record, fatturato increscita e aumento della forza lavoro, con prospetti vedi nuovi investimenti sia in personale sia in macchinari di produzione.

«È una sfida continua, siamo soddisfatti e abbiamo voglia di affrontare nuove sfide, sempre con prudenza e un passo per volta», dice il titolare Gigi Scotti. La Sillaro Srl è una storica attività legata alla Lever di Casale: nata nel 1969 a Borghetto Lodigiano, la sua specialità era la produzione di fusti e fustini, contenitori classici dei detersivi negli anni Settanta e Ottanta.
Con il declino dei detersivi in polvere e l’allontanamento progressivo dalla Lever avvenuto nella seconda metà degli anni Ottanta, la Sillaro, arrivata a 60 dipendenti con 10 miliardi di vecchie lire di fatturato, comincia una fase di lunga discesa.

Trasferitasi a Livraga, gli anni Novanta e la prima metà degli anni Duemila segnano un ulteriore ridimensionamento, con una diversificazione che porta l’azienda ad attivare un centro di taglio industriale per la carta. Nel 2007 la ditta, arrivata a 17 dipendenti e 2,2 milioni di fatturato, per cercare il rilancio si affida a un giovane manager esterno, Gigi Scotti.
In cinque anni Scotti mette a posto i conti aziendali, trova un socio forte per il centro di taglio, la società Cartiera dell’Adda, e nel 2012 opera l’ultimo strappo: cede l’attività di taglio carta e lo stabilimento di Livraga alla Cartiera dell’Adda, che si tiene 14 dei 21 lavoratori, e trasferisce la storica attività di produzione fusti, mantenendo il nome Sillaro, a San Colombano, portandosi dietro sei lavoratori.
A distanza di due anni, la scommessa industriale è vinta. La produzione si è diversificata tra fusti, tubi e manigliatura. Il fatturato è cresciuto in due anni del 60 per cento, il personale è passato da 6 dipendenti diretti a 10, con la forza lavoro complessiva che sale a 18 compresi i titolari e gli operatori di cooperativa con cui far fronte ai picchi produttivi, in estate è stata impiantata una nuova macchina per la movimentazione dei fusti.

«Il 2015 porterà altri investimenti in forza lavoro e sui macchinari, in particolare per la linea tubi – dice Gigi Scotti -. Abbiamo acquisito un importante cliente industriale, e un altro potrebbe arrivare nei primi mesi dell’anno prossimo. Questi rapporti ci danno commesse e visibilità di produzione per tuttol’anno, e questo ci permette di programmare un po’ la crescita, un fatto non comune di questi tempi. Siamo fiduciosi e motivati, anche se la crisi c’è ancora e il mercato interno non va a mille. La nostra è una piccola azienda storica, e abbiamo tutta la voglia di mantenerla in forma ancora a lungo».

Andrea Bagatta

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