La Sillaro batte la crisi e pensa in grande

La Sillaro batte la crisi e pensa in grande
NATA NEL 1969 PER PRODURRE FUSTINI DI DETERSIVI, ADESSO È SPECIALIZZATA NEL TAGLIO DELLA CARTA E DEL CARTONE
Tre anni fa doveva chiudere, ora è una delle aziende più floride

La Sillaro di Livraga sbaraglia la crisi e pensa in grande, chiude un 2010 ricco di soddisfazioni e si proietta già alle nuove sfide del prossimo anno.
Niente male per un’azienda che tre anni fa sembrava irrimediabilmente proiettata sul viale del tramonto dopo una lunga e onorata carriera soprattutto nella produzione di fusti industriali.
I risultati più positivi arrivano dal fronte occupazionale e da quello del fatturato: nel 2010 sono state assunte sei persone che hanno portato lo staff a 22 persone in tutto dai 17 di partenza tre anni fa, mentre il fatturato è cresciuto in due anni, con in mezzo una crisi recessiva per tutti, del 50 per cento.

Nata nel 1969 in scia alla Unilever per produrre i fustini per il detersivo, nel giro di 15 anni la Sillaro Spa arrivò a due stabilimenti nel Lodigiano, Borghetto e Livraga, e a una partecipazione in un’altra azienda in Emilia Romagna, con oltre 60 dipendenti. Da allora, però, il mercato dei detersivi è cambiato radicalmente e la Sillaro abbandonò progressivamente quel segmento per entrare nella produzione di fusti per usi industriali e poi nel taglio della carta e del cartone.
Un lento declino per cui i soci storici nel 2007 hanno deciso di provare a cambiare radicalmente rotta affidando stabilimento e società nellemani di Gianluigi Scotti, giovane manager casalino. E i risultati sono arrivati.

«Negli ultimi due anni il fatturato è incrementato del 50 per cento, il personale del 30 per cento con sei nuove assunzioni nel corso del 2010, abbiamo fatto nuovi investimenti su attrezzature e macchinari con una nuova linea per la produzione di fusti, abbiamo già introdotto il modello organizzativo prescritto dalla legge 231 in materia di sicurezza spiega Gianluigi Scotti.
Ma questi risultati non arrivano per un colpo di bacchetta magica. Sono il frutto di un duro lavoro di tutto lo staff, della riorganizzazione produttiva e dello stabilimento operata di concerto con il nuovo direttore Luciano Bianchini e grazie all’impegno di tutti».

Oggi le soddisfazioni maggiori arrivano dal centro di taglio, che è cresciuto del 100 per cento in due anni grazie all’ampliamento del parco clienti in proprio, mentre la storica produzione di fusti ha tempi più lunghi di rinnovamento e margini economici meno ampi. Oggi il fatturato è coperto al 60 per cento dal settore taglio e al 40 da quello dei fusti.

«Nel settore fusti c’è ancora una forte componente di lavoro manuale ma stiamo programmando il futuro per aumentare la componente di automazione spiega Scotti. Inoltre a breve dovremmo poter ampliare gli affari verso il mercato chimico e farmaceutico, che richiede fusti omologati, provati sulla base di alcuni test di resistenza. Un percorso che ormai è arrivato quasi a conclusione e attende proprio gli ultimi passaggi per la certificazione necessaria».

Ulteriori prospettive di crescita e sviluppo che andranno attesi alla prova dei fatti, ma che già adesso fanno bene alla Sillaro e a tutto il Lodigiano, affamato più che mai di storie aziendali positive.

Andrea Bagatta

SCARICA L’ALLEGATO: Sillaro_nov_2010